Panorama delle dune dell'Erg Chebbi a Merzouga, tappa finale del tour del deserto in Marocco
Deserto

Cosa Vedere in un Tour del Deserto in Marocco

Tutte le tappe del percorso da Marrakech al Sahara, una per una: passi di montagna, ksar di terra cruda, gole, oasi e dune.

18 Agosto 2026 Marocco Viaggi Organizzati 13 min. di lettura

Quando ci si chiede cosa vedere nel deserto del Marocco, la risposta più onesta è che il deserto è solo l'ultima tappa. Il vero spettacolo comincia molto prima: nelle dieci ore che separano Marrakech dalle dune di Merzouga il paesaggio cambia radicalmente cinque o sei volte, dai passi innevati dell'Alto Atlante ai canyon di calcare, dalle oasi di palme alla sabbia arancione dell'Erg Chebbi. Un tour del deserto di 3 giorni da Marrakech attraversa tutto questo in sequenza, e chi ha più tempo può allargare l'itinerario con un viaggio nel deserto di 6 giorni che aggiunge soste e respiro. In questa guida vi accompagniamo tappa per tappa lungo il percorso reale, nell'ordine in cui lo vivrete, con venti cose da vedere e da fare raccolte lungo la strada.

Il Percorso in Sintesi: da Marrakech al Sahara

Il tragitto classico copre circa 560 chilometri per senso di marcia, cioè nove o dieci ore di guida effettiva, che nessun itinerario sensato concentra in una giornata sola: si dorme la prima notte in una kasbah nella valle del Dades e la seconda nel campo tendato di Merzouga. Il ritorno segue una via diversa, così da vedere anche l'oasi di Skoura.

Chi parte da nord segue la logica inversa: un tour del deserto da Fes di 4 giorni attraversa il Medio Atlante e la valle dello Ziz. La formula più intelligente resta entrare da Marrakech e uscire da Fes, come fa un viaggio in Marocco di 7 giorni.

Le venti tappe in ordine di percorso

TappaDove si trovaQuando
Passo Tizi n'TichkaAlto Atlante, 2.260 mGiorno 1, mattina
Villaggi berberi e kasbah di TelouetVersante sud dell'AtlanteGiorno 1, mattina
Ksar di Ait Ben HaddouValle dell'OunilaGiorno 1, mezzogiorno
Ouarzazate e gli studi cinematograficiPorta del desertoGiorno 1, pomeriggio
Oasi di Skoura e kasbah AmridilValle del DadesGiorno 1 o 3
Valle delle Rose e Kelaat M'GounaAlta valle del DadesGiorno 1, pomeriggio
Gole del Dades e le dita di scimmiaBoumalne DadesGiorno 1, sera
Gole del TodraSopra TinghirGiorno 2, mattina
Palmeto di Tinghir e le khettaraValle del TodraGiorno 2, mattina
Erfoud e i laboratori di fossiliValle dello ZizGiorno 2, pomeriggio
Souk di RissaniTafilaletGiorno 2, pomeriggio
Trekking in dromedarioErg ChebbiGiorno 2, tardo pomeriggio
Tramonto dalla cima di una dunaErg ChebbiGiorno 2, sera
Notte nel campo tendatoErg ChebbiNotte 2
Musica berbera e fuoco da campoCampo nel desertoNotte 2
Osservazione delle stelleErg ChebbiNotte 2
Alba sulle duneErg ChebbiGiorno 3, alba
SandboardingErg ChebbiGiorno 3, mattina
Musica gnawa a KhamliaSud di MerzougaGiorno 3, mattina
Lago Dayet Srji e i fenicotteriOvest di MerzougaGiorno 3, mattina

Il Passo Tizi n'Tichka e l'Alto Atlante

Strada di montagna sull'Alto Atlante marocchino verso il passo Tizi n'Tichka

Si esce da Marrakech verso sud-est e nel giro di quaranta minuti la pianura lascia il posto alla salita. Il Tizi n'Tichka è il valico asfaltato più alto del Marocco: raggiunge i 2.260 metri dopo una serie interminabile di tornanti scavati nella roccia. La strada fu tracciata negli anni Trenta e conserva il carattere di una via di montagna: chi soffre il mal d'auto faccia in modo di sedersi davanti.

La salita attraversa i villaggi dell'Alto Atlante: case in terra cruda aggrappate al pendio, terrazzamenti di noci e mele, greggi di capre sulla carreggiata. In inverno le cime sono innevate, e il contrasto con il deserto che vi aspetta due giorni dopo è una delle immagini più forti del viaggio.

Cosa fermarsi a vedere

  • Il belvedere del passo — al culmine ci sono piazzole panoramiche e bancarelle di minerali e fossili locali; l'aria è tagliente anche in piena estate.
  • La kasbah di Telouet — a una ventina di chilometri dalla strada principale, l'ex palazzo del Glaoui conserva soffitti in cedro intagliato e stucchi che stridono con la rovina del resto dell'edificio.
  • Le cooperative di argan — lungo il versante sud si incontrano laboratori femminili dove l'olio si estrae ancora a mano; una sosta breve ma istruttiva.
  • La valle dell'Ounila — la vecchia strada carovaniera che scende da Telouet ad Ait Ben Haddou, oggi asfaltata, molto più bella dell'itinerario principale.

Ait Ben Haddou, lo Ksar Patrimonio UNESCO

Lo ksar di Ait Ben Haddou, villaggio fortificato in terra cruda patrimonio UNESCO

Superato il passo, la prima grande tappa culturale appare all'improvviso dietro una curva: un intero villaggio fortificato di terra cruda arrampicato su una collina, sopra il letto largo e quasi sempre asciutto del fiume Asif Mellah. Ait Ben Haddou è iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO dal 1987 ed è probabilmente l'immagine più riprodotta del Marocco del sud.

Uno ksar è un villaggio fortificato collettivo: mura continue, una porta sola, granaio comunitario in cima e case addossate all'interno. Questo controllava la pista carovaniera che dal Sahara portava a Marrakech. Oggi vi risiedono stabilmente pochissime famiglie: quasi tutti si sono trasferiti nel villaggio nuovo sull'altra riva. Per la storia completa e i dettagli architettonici trovate tutto nella nostra guida ad Ait Ben Haddou, e se cercate il contesto più ampio conviene leggere anche cosa è esattamente una kasbah.

La visita in pratica

La salita fino all'agadir, il granaio in cima, richiede una ventina di minuti di gradini irregolari e vale ogni passo: dall'alto si abbraccia tutta la valle e le palme lungo il fiume. La visita completa occupa un'ora e mezza o due, e il fiume si attraversa su un ponte pedonale o a guado sui sacchi di sabbia. Portate scarpe chiuse.

Il set cinematografico più famoso d'Africa

Ait Ben Haddou compare in decine di produzioni internazionali. Qui sono state girate scene di Lawrence d'Arabia (1962), Il tè nel deserto, L'ultima tentazione di Cristo, La mummia, Il gladiatore (2000) e, più di recente, diversi episodi del Trono di Spade, dove lo ksar interpreta la città di Yunkai. Se non avete tempo per il tour completo, esiste anche un'escursione di una giornata a Ouarzazate e Ait Ben Haddou da Marrakech.

Ouarzazate e gli Studi Cinematografici

Trenta chilometri più a est si entra a Ouarzazate, la porta del deserto: un centro ordinato, nato come guarnigione francese negli anni Venti e cresciuto attorno a due industrie molto diverse, il cinema e l'energia solare.

  • Atlas Corporation Studios — i più grandi studi cinematografici del mondo per superficie. Si visitano i set permanenti: un tempio egizio, una piazza tibetana, un aereo, le mura di Gerusalemme.
  • CLA Studios — il secondo complesso, più recente, usato per le grandi produzioni televisive degli ultimi anni.
  • Kasbah Taourirt — la residenza del Glaoui in pieno centro, un labirinto di stanze in terra cruda restaurato con il contributo dell'UNESCO.
  • Noor Ouarzazate — una delle più grandi centrali solari a concentrazione del pianeta, visibile dalla strada verso nord.

Skoura e la kasbah Amridil

Uscendo da Ouarzazate verso est si attraversa il palmeto di Skoura, dove le palme da dattero convivono con mandorli, ulivi e melograni. Dentro l'oasi si nasconde la kasbah Amridil, del XVII secolo, con gli attrezzi agricoli tradizionali ancora esposti nelle stanze; ne parliamo nella guida all'oasi di Skoura. Molti itinerari la inseriscono sulla via del ritorno.

La Valle delle Rose e le Gole del Dades

Le formazioni rocciose chiamate dita di scimmia nella valle del Dades

La strada prosegue lungo la valle delle mille kasbah, un corridoio verde stretto fra due altopiani pietrosi in cui ogni curva rivela un'altra torre di terra cruda, fino a Kelaat M'Gouna, capoluogo della Valle delle Rose.

Qui la rosa damascena cresce su siepi lunghe chilometri che delimitano i campi. La raccolta si fa a mano nelle prime ore del mattino tra fine aprile e inizio giugno, e a maggio il paese ospita una festa della rosa di tre giorni. Servono circa quattromila chilogrammi di petali per un litro di essenza: da qui il valore dell'acqua di rose venduta nelle cooperative lungo la strada.

Le Gole del Dades e le dita di scimmia

Da Boumalne Dades una strada laterale risale il fiume verso nord e in pochi chilometri il paesaggio diventa surreale. Prima si incontrano le dita di scimmia (doigts de singe), formazioni di arenaria erosa arrotondate e allungate che sembrano davvero dita gigantesche uscite dal terreno. Poi la valle si stringe fra pareti rosse e la strada affronta i celebri tornanti a spirale, sette curve sovrapposte che salgono un versante quasi verticale: è uno dei tratti stradali più fotografati del Marocco e il belvedere in cima è la sosta obbligata di ogni tour.

Qui passa la prima notte la maggior parte degli itinerari verso Merzouga. La guida completa alla valle del Dades racconta i sentieri e i villaggi raggiungibili a piedi con mezza giornata.

Le Gole del Todra e il Palmeto di Tinghir

La mattina del secondo giorno si riparte verso est per una sessantina di chilometri fino a Tinghir, e da lì si risale il fiume Todra. Le Gole del Todra sono un canyon di calcare scavato dall'acqua: le pareti raggiungono i 300 metri di altezza e nel punto più stretto lasciano un passaggio di appena dieci o quindici metri, in cui scorrono affiancati la strada e un ruscello limpido e gelido.

Si cammina sul fondo della gola per qualche centinaio di metri: l'aria è fresca anche in agosto e la luce entra solo per poche ore intorno a mezzogiorno. Le falesie sono una meta nota per l'arrampicata sportiva, con centinaia di vie attrezzate. Orari migliori e camminate più lunghe sono nella guida alle Gole del Todra.

Il palmeto e l'acqua invisibile

Sotto la gola si apre il palmeto di Tinghir, una striscia verde intensa incastonata fra rocce nude. Quella vegetazione esiste grazie a un sistema idraulico invisibile: le khettara, gallerie sotterranee leggermente inclinate che captano l'acqua della falda ai piedi delle montagne e la portano ai campi per gravità, senza pompe e senza evaporazione. In superficie se ne intuisce la presenza solo dai pozzi di aerazione, piccoli crateri circolari allineati nel deserto: le raccontiamo nell'articolo sulle khettara del Marocco.

La Valle del Draa, Erfoud e i Fossili

A questo punto l'itinerario si sdoppia. Chi ha scelto la destinazione di Zagora con un tour del deserto di 2 giorni lascia Ouarzazate verso sud e imbocca la valle del Draa, il corridoio di oasi più lungo del Marocco: quasi 200 chilometri di palmeti quasi ininterrotti lungo il fiume più lungo del paese, punteggiati da ksar in terra cruda e da qualche milione di palme da dattero. A Zagora sopravvive il celebre cartello che indica Tombouctou, 52 giorni, il tempo che una carovana di dromedari impiegava a raggiungere il Mali. Approfondimenti e consigli sono nella guida di viaggio a Zagora.

Erfoud e il fondale marino diventato deserto

Chi punta a Merzouga scende invece lungo la valle dello Ziz fino a Erfoud, cittadina di mattoni ocra circondata da palmeti che vive di datteri, celebrati ogni ottobre in una festa dedicata, e di fossili. Quattrocento milioni di anni fa questa regione era un mare poco profondo: i banchi di calcare intorno alla città sono pieni di trilobiti, ortoceratiti e ammoniti, e nei laboratori si vedono le lastre levigate e trasformate in tavoli neri percorsi da spirali chiare.

Poco più a sud c'è Rissani, l'antica capitale del Tafilalet e culla della dinastia alawita che regna sul Marocco dal Seicento. Il suo souk, attivo nelle giornate di martedì, giovedì e domenica, è il mercato più autentico del sud: si contrattano datteri a sacchi, spezie, animali vivi e utensili, e quasi nessun turista arriva fin qui.

Merzouga, l'Erg Chebbi e il Trekking in Dromedario

Carovana di dromedari in trekking sulle dune dell'Erg Chebbi a Merzouga

Nel tardo pomeriggio del secondo giorno compare all'orizzonte quello che tutti aspettavano: un muro di sabbia arancione che si alza dal nulla nella pianura pietrosa. L'Erg Chebbi è il campo di dune più spettacolare del Marocco: si estende per circa 22 chilometri da nord a sud e cinque in larghezza, e le creste più alte superano i 150 metri. Il villaggio di Merzouga sta ai suoi piedi, ed è da qui che partono tutte le escursioni.

Il trekking in dromedario

Il trasferimento al campo tendato si fa a dorso di dromedario, in carovane di sei o otto animali legati in fila e condotti a piedi da una guida locale. La cavalcata dura un'ora, un'ora e mezza e parte in genere due ore prima del tramonto, così da arrivare in cima alle dune con la luce migliore. Il momento più memorabile è la salita in piedi dell'animale, che si alza prima sulle zampe posteriori: tenetevi al pomo della sella e sporgetevi indietro. Consigli pratici su abbigliamento e durata li trovate nell'articolo dedicato al giro in cammello in Marocco.

  • Coprite testa e collo — il cheche, il turbante blu o bianco, si compra a Merzouga e serve davvero contro sole e sabbia.
  • Portate solo uno zainetto — il bagaglio grande resta nel veicolo o in hotel; al campo servono un cambio, la torcia e la macchina fotografica.
  • Chi non se la sente può raggiungere il campo in fuoristrada: l'alternativa è sempre disponibile e nessuno vi obbliga a salire.

Tramonto e alba sulle dune

Il tramonto si guarda dalla cresta di una duna alta, seduti sulla sabbia ancora calda, mentre il colore passa dall'oro all'arancio al rosa carico. Al mattino vale la sveglia prima delle sei per l'esperienza opposta: l'alba nel Sahara è silenziosissima, l'aria fredda, e la luce radente disegna sulla sabbia una trama di increspature che il vento della notte ha appena rifatto. Se dovete scegliere una sola cosa da non perdere, è questa.

La Notte nel Campo Tendato e il Cielo del Sahara

Campo tendato berbero nel deserto di Merzouga sotto un cielo pieno di stelle

I campi sorgono in avvallamenti riparati fra le dune, disposti a ferro di cavallo attorno a un cortile di sabbia. Le tende tradizionali sono in pelo di capra teso su pali; quelle più curate hanno letti veri, tappeti, bagno privato e pannelli solari. La cena è quasi sempre una zuppa harira seguita da un tajine, pane fatto sul posto e tè alla menta versato da mezzo metro d'altezza. Cosa aspettarsi esattamente da una sistemazione di fascia alta lo spieghiamo nell'articolo sul campo tendato di lusso a Merzouga.

Musica intorno al fuoco

Dopo cena le guide accendono un fuoco al centro del cortile e tirano fuori i bendir, i tamburi a cornice, e i qraqeb, le nacchere di metallo. La sessione dura finché c'è chi ascolta e finisce sempre con qualche ospite che prova a battere il ritmo: è l'occasione più naturale per parlare con chi vive qui, e la guida ai berberi del Marocco aiuta a capire chi vi sta accogliendo.

Le stelle

Il Sahara marocchino ha un inquinamento luminoso praticamente nullo e un'umidità bassissima: la combinazione produce uno dei cieli più limpidi che si possano vedere. A occhio nudo si distingue la Via Lattea come una fascia lattiginosa che taglia il cielo da un orizzonte all'altro, si contano decine di stelle cadenti in un'ora nelle notti d'agosto e si riconoscono i pianeti come punti fissi e brillanti. Basta allontanarsi cinquanta metri dal fuoco e lasciare che gli occhi si abituino per venti minuti. Altre curiosità di questo tipo sono raccolte nell'articolo sulle curiosità del deserto del Sahara.

Cosa Fare Intorno a Merzouga il Terzo Giorno

Dopo l'alba il programma non finisce: intorno all'Erg Chebbi si concentrano altre esperienze che valgono qualche ora in più.

  • Sandboarding — le tavole sono disponibili nella maggior parte dei campi. Si sale a piedi lungo la cresta e si scende seduti o in piedi: non serve alcuna tecnica, serve fiato per la risalita.
  • Khamlia e la musica gnawa — il villaggio si trova sette chilometri a sud di Merzouga ed è abitato dai discendenti degli schiavi portati dall'Africa subsahariana lungo le piste carovaniere. I gruppi locali suonano gnawa con tamburi, qraqeb e il liuto a tre corde guembri, in sedute rituali dal ritmo ipnotico.
  • Il lago Dayet Srji — a ovest delle dune si forma un lago stagionale che dopo le piogge invernali attira fenicotteri rosa, aironi e uccelli migratori. In estate è quasi sempre asciutto e si trasforma in una distesa bianca di sale.
  • Le famiglie nomadi — alcune famiglie vivono ancora sotto la tenda ai margini dell'erg, spostandosi con le greggi. La visita, quando è organizzata con discrezione, si riduce a un tè e a una conversazione, e resta uno dei momenti più sinceri del viaggio.
  • La medfouna — la cosiddetta pizza berbera, un pane ripieno di carne macinata, cipolla e spezie cotto sotto la sabbia calda. È il piatto simbolo della regione e va ordinato con qualche ora di anticipo.

L'elenco completo è nell'articolo su cosa fare a Merzouga. Al rientro, dopo due giorni di sabbia, un hammam tradizionale con savon beldi e olio di argan chiude il viaggio nel modo migliore.

Quale Itinerario Scegliere per Vedere Tutto

Il numero di tappe che riuscirete a includere dipende quasi soltanto dai giorni a disposizione.

  • Due giorni verso Zagora — Ait Ben Haddou, la valle del Draa, il campo tendato e il trekking in dromedario. È la formula più rapida, ma salta gole e oasi orientali. Vedi il tour di 2 giorni a Zagora.
  • Tre giorni verso Merzouga — la scelta più equilibrata: copre praticamente tutte le venti tappe di questa guida. Il tour del deserto di 3 giorni è il classico assoluto.
  • Quattro giorni da o verso Fes — aggiunge il Medio Atlante, la cedreta di Azrou e la valle dello Ziz, con arrivo in una città diversa da quella di partenza.
  • Sei o sette giorni — permette di rallentare, dormire due notti nel deserto e inserire Skoura, Zagora o una deviazione verso la costa. Guardate il viaggio nel deserto di 6 giorni.
  • Otto giorni e oltre — deserto più città imperiali in un unico anello, come nel viaggio città imperiali e deserto di 8 giorni.

Se non avete ancora deciso quale deserto fa per voi, il confronto fra Agafay, Merzouga e Zagora chiarisce le differenze in pochi minuti. Per la logistica vale tutto quello che abbiamo scritto su come organizzare un tour nel deserto del Sahara, il periodo giusto è discusso in quando andare in Marocco e sulla valigia c'è una guida dedicata a cosa mettere in valigia per il deserto: le notti sotto la tenda sono più fredde di quanto chiunque si aspetti.

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Domande Frequenti sulle Tappe del Tour nel Deserto

Cosa si vede in un tour del deserto in Marocco?

Un tour del deserto da Marrakech attraversa il passo Tizi n'Tichka sull'Alto Atlante, lo ksar UNESCO di Ait Ben Haddou, Ouarzazate con i suoi studi cinematografici, la Valle delle Rose, le Gole del Dades e del Todra, le oasi di Skoura e Tinghir, Erfoud con i suoi fossili e infine Merzouga con le dune dell'Erg Chebbi. Si aggiungono il trekking in dromedario, il tramonto sulle dune, la notte in campo tendato e l'alba nel Sahara.

Quanti giorni servono per vedere tutte le tappe?

Tre giorni sono il minimo per l'itinerario completo verso Merzouga con tutte le soste principali. Con due giorni si raggiunge Zagora attraverso la valle del Draa, mentre con sei o sette giorni si visitano anche le città imperiali e si viaggia con ritmi molto più rilassati.

Qual è la tappa più bella del percorso verso il deserto?

Le dune dell'Erg Chebbi a Merzouga restano il momento più memorabile, ma Ait Ben Haddou e le Gole del Todra sono altrettanto spettacolari. Il bello di questo itinerario è che il paesaggio cambia completamente ogni due ore di strada.

Quanto dura il viaggio da Marrakech a Merzouga?

Sono circa 560 chilometri e servono dalle nove alle dieci ore di guida effettiva. Nessuno però le percorre di fila: il tragitto si spezza in due giornate con numerose soste panoramiche e culturali lungo il percorso.

Si può fare il tour del deserto anche partendo da Fes?

Sì. Da Fes il Sahara si raggiunge attraversando il Medio Atlante, la cedreta di Azrou e Midelt, con arrivo a Merzouga in una giornata di viaggio. Molti itinerari partono da Marrakech e terminano a Fes, o viceversa, così da non ripercorrere la stessa strada.

Che differenza c'è tra Merzouga e Zagora?

Merzouga ospita l'Erg Chebbi, le dune più alte del Marocco, e si raggiunge attraverso le gole e le valli dell'Atlante orientale. Zagora è più vicina a Marrakech e si raggiunge lungo la valle del Draa, ma le sue dune sono più basse e meno scenografiche.

Serve un fuoristrada per raggiungere il deserto?

No. Tutto il percorso da Marrakech a Merzouga è su strada asfaltata e i tour usano minivan o berline climatizzate. Il fuoristrada serve solo per raggiungere i campi più remoti nell'Erg Chigaga, oltre M'Hamid.

Qual è il periodo migliore per vedere il deserto del Marocco?

Primavera e autunno offrono le condizioni ideali, con giornate tiepide e notti fresche ma sopportabili. L'estate porta un caldo molto intenso nelle ore centrali, mentre l'inverno regala cieli limpidissimi ma notti davvero fredde nel campo tendato.

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