Carovana di dromedari attraversa le dune del Sahara al tramonto in Marocco
Esperienze

Giro in Cammello in Marocco: Dove Farlo e Come

Dove salire davvero in sella, quanto dura, come si sale e si scende e come scegliere un operatore che tratti bene gli animali.

18 Agosto 2026 Marocco Viaggi Organizzati 12 min. di lettura

Il giro in cammello in Marocco è l'immagine che quasi tutti hanno in testa prima ancora di partire: una fila di animali in controluce che sale un crinale di sabbia mentre il sole scende. È un'esperienza che si può vivere in mezz'ora d'auto da Marrakech oppure dopo due giorni di strada, in mezzo alle dune vere. Cambia tutto: il paesaggio, la durata, la fatica e quello che resta. In questa guida trovate i luoghi dove farlo messi a confronto, come si sale e si scende senza spaventarsi, come vestirsi, chi è meglio che rinunci e come capire in trenta secondi se l'operatore davanti a voi tratta bene i suoi animali. Se puntate alle dune autentiche, il tour del deserto di Merzouga di 3 giorni resta la formula più equilibrata; se avete solo un pomeriggio, l'escursione nel deserto di Agafay vi dà il tramonto senza il viaggio.

Prima Cosa: in Marocco Non Ci Sono Cammelli

Cominciamo da una precisazione che quasi nessuno fa, e che vale la pena conoscere prima di salire in sella. In Marocco non si cavalcano cammelli: si cavalcano dromedari. Il dromedario (Camelus dromedarius) ha una sola gobba ed è la specie del Nord Africa e della Penisola Arabica. Il cammello propriamente detto, il battriano, ha due gobbe e vive in Asia centrale, dalla Mongolia al Turkestan: in Marocco non ce n'è nemmeno uno, se non nei libri.

Detto questo, nessuno in Marocco vi correggerà mai: guide, cammellieri e cartelli dicono tutti cammello. Sapere la differenza però vi serve, perché spiega il resto: il dromedario è più alto e più snello del battriano, ha zampe lunghe e un metabolismo costruito per il caldo secco. È per questo che l'andatura è così ondeggiante e la seduta così in alto.

Perché la gobba non è piena d'acqua

Altra leggenda da smontare: la gobba non contiene acqua, ma grasso. È una riserva energetica che l'animale consuma nei periodi di magra, tanto che in un dromedario denutrito si affloscia e pende di lato — come vedrete più avanti, è uno degli indizi più utili per capire in che condizioni è tenuto. La resistenza alla sete dipende da altro: globuli rossi ovali, tolleranza a forti sbalzi della temperatura corporea e reni straordinariamente efficienti.

Dove Fare un Giro in Cammello: i Luoghi a Confronto

Non tutte le cammellate sono la stessa cosa: alcune sono un assaggio a due passi dalla città, altre vere traversate con notte nel deserto. Ecco i cinque contesti principali, con quello che serve per scegliere.

Luogo Durata tipica Paesaggio Adatto a
Palmeraie di Marrakech Circa 1 ora Palmeto pianeggiante, terra rossa Famiglie, primissima volta, chi ha poco tempo
Deserto di Agafay 1–2 ore, al tramonto Deserto di pietra, colline aride Fotografie al tramonto, atmosfera desertica vicino a Marrakech
Merzouga ed Erg Chebbi 1 ora e mezza all'andata + 1 ora all'alba Dune di sabbia alte fino a 150 metri Chi vuole il Sahara vero, con notte in campo
Zagora e valle del Draa 1–2 ore, spesso al tramonto Hamada, palmeto del Draa, dune basse Itinerari brevi da Marrakech, due giorni
Spiaggia di Essaouira 1–2 ore Sabbia bagnata, oceano, vento Chi non va nel deserto e vuole comunque provare

Se siete ancora indecisi su quale deserto vale il vostro tempo, il confronto approfondito è nella nostra guida Agafay, Merzouga o Zagora: quale deserto scegliere.

La Palmeraie di Marrakech: l'Assaggio Breve

Palmeto e oasi di palme in Marocco, ambiente simile alla Palmeraie di Marrakech

La Palmeraie è il grande palmeto a nord-est di Marrakech, un quarto d'ora dal centro. Storicamente irrigato dalle khettara, i canali sotterranei che portavano l'acqua dalle falde ai piedi dell'Atlante, oggi è un mosaico di palme, piste di terra rossa e muri di fango. Qui il giro dura in genere un'ora, il terreno è piatto e il ritmo lentissimo.

È l'opzione giusta se avete un solo pomeriggio libero o se volete capire come ci si sente lassù prima di impegnarvi in un trekking più lungo. Va detto con onestà: non è il deserto e non lo sembra nemmeno. Molti la abbinano a una mattinata di visita guidata di Marrakech.

A chi è adatta: prima volta assoluta, famiglie con bambini dai quattro anni, viaggiatori con poco tempo, chi vuole una foto ricordo senza spostarsi dalla città.

Il Deserto di Agafay al Tramonto

Paesaggio arido di colline e pietra nel Marocco meridionale, tipico del deserto di Agafay

A circa 45 minuti da Marrakech, Agafay è un deserto di pietra: colline lunari di argilla e ghiaia, senza una palma, con l'Atlante innevato sullo sfondo nei mesi freddi. Non ci sono dune di sabbia, e chi si aspetta il Sahara resta spiazzato. Chi invece cerca silenzio, orizzonte e una luce clamorosa trova esattamente quello.

La cammellata di Agafay si fa quasi sempre nell'ultima ora e mezza di luce, quando le colline passano dal grigio all'ocra all'arancione. Dura una o due ore e si conclude spesso in un campo tendato, con tè alla menta, cena berbera e falò. Se volete l'esperienza completa senza allontanarvi troppo, la notte nel deserto di Agafay combina la salita in sella con il pernottamento sotto tenda.

A chi è adatto: chi non ha giorni da dedicare al Sahara e vuole comunque il tramonto nel deserto. Il terreno è più irregolare rispetto alla Palmeraie: qualche salita e discesa, e l'oscillazione si sente di più.

Merzouga ed Erg Chebbi: il Trekking Vero

Trekking in dromedario sulle dune dell'Erg Chebbi a Merzouga nel Sahara

È il motivo per cui tanti viaggiatori attraversano il Marocco da nord a sud. L'Erg Chebbi, il mare di dune che comincia appena fuori dal villaggio di Merzouga, ha creste che superano i 150 metri e cambia colore tre volte nell'arco di un'ora: il deserto del Sahara qui è quello delle immagini.

Lo schema classico è sempre lo stesso: partenza nel tardo pomeriggio dal bordo dell'erg, circa un'ora e mezza di cammino in sella fino al campo, una sosta su una duna alta per il tramonto, la notte sotto le tende berbere con cena, tamburi e cielo stellato, e poi il rientro all'alba, circa un'ora, con la luce che arriva bassa da est. È il formato incluso nel tour di 3 giorni verso Merzouga e nei viaggi nel deserto del Marocco di 6 giorni, che aggiungono le gole e le valli lungo la strada.

Quanto è impegnativo davvero

Un'ora e mezza in sella sulla sabbia è più impegnativa di un'ora in piano: le dune si salgono in diagonale, l'animale affonda e si riprende, e l'oscillazione è più ampia. Non serve preparazione atletica, ma dopo un'ora l'interno coscia e la parte bassa della schiena si fanno sentire. Quasi tutti i cammellieri fanno una o due soste, e in molti campi si può percorrere a piedi l'ultimo tratto.

Per capire cosa vi aspetta una volta arrivati, leggete cosa fare a Merzouga e la nostra guida al campo tendato di lusso a Merzouga, che spiega quanto varia il livello di comfort da un accampamento all'altro.

Zagora, la Valle del Draa e la Spiaggia di Essaouira

Zagora e il Draa: il Sahara in due giorni

Zagora si raggiunge da Marrakech valicando il Tizi n'Tichka e scendendo lungo la valle del Draa, il fiume più lungo del Marocco, fiancheggiata da uno dei palmeti più estesi del Paese e da decine di kasbah di terra cruda. Le dune qui sono più basse e più sparse di quelle dell'Erg Chebbi, e il paesaggio è in buona parte hamada, deserto di pietra. La cammellata dura una o due ore, di solito verso il tramonto.

È il compromesso di chi ha soltanto un fine settimana: il tour di 2 giorni nel deserto di Zagora vi porta in sella e sotto le stelle senza chiedervi tre giorni pieni. Chi ha tempo dovrebbe però sapere che, in fatto di dune, Merzouga è un'altra categoria.

Essaouira: dromedari sull'oceano

Lunga spiaggia ventosa di Essaouira sull'oceano Atlantico in Marocco

La spiaggia di Essaouira è lunga chilometri, ventosa e quasi sempre semideserta appena vi allontanate dalla medina. Qui i giri si fanno sulla sabbia bagnata al bordo dell'acqua, spesso verso le dune di Diabat e le rovine del Borj El Baroud mezze sepolte. Il terreno è compatto, l'andatura comoda e c'è sempre vento: portate sciarpa e occhiali, perché la sabbia alzata pizzica. È l'alternativa per chi non ha il deserto in itinerario e si abbina a una giornata a Essaouira.

Come si Sale, Come si Cavalca, Come si Scende

È la parte che preoccupa tutti e che nessuno spiega prima. In realtà si risolve in pochi secondi ed è più semplice di quanto sembri.

La salita

L'animale si inginocchia a terra su richiesta del cammelliere: prima piega le anteriori, poi si accovaccia del tutto. A quel punto salite come su un cavallo, passando la gamba destra oltre la sella.

  1. Mettetevi comodi da fermi — sistemate borsa, cappello e telefono prima che l'animale si muova, non dopo
  2. Afferrate saldamente il pomello anteriore della sella con entrambe le mani
  3. Aspettate il segnale del cammelliere e, quando l'animale comincia ad alzarsi, spostate il peso all'indietro

Il momento in cui si alza è di gran lunga il più brusco dell'intera esperienza: il dromedario si solleva prima sulle zampe posteriori, e per un istante vi ritrovate inclinati in avanti in modo netto. Poi salgono le anteriori e tornate in piano. Dura meno di cinque secondi e non succede nient'altro di paragonabile per tutto il resto del giro. Se lo sapete in anticipo, non vi coglie di sorpresa.

In cammino

Nella quasi totalità delle escursioni non dovete guidare nulla: il cammelliere procede a piedi e conduce l'animale, o l'intera fila, con una corda. Il vostro compito è tenervi alla sella e assecondare l'oscillazione. L'andatura non somiglia a quella del cavallo: il dromedario è ambiatore, sposta insieme le due zampe dello stesso lato, e ne risulta un dondolio laterale e frontale insieme. Nei primi minuti disorienta, poi diventa quasi ipnotico — da qui il soprannome di nave del deserto, e chi soffre il mal di mare lo avverte davvero un po'. Se vi affidano le redini vale una sola regola: movimenti lenti, mai strappi.

La discesa

È l'esatto contrario della salita, e per questo sorprende chi si aspetta la stessa sequenza: scendendo, l'animale piega prima le zampe anteriori, quindi il primo movimento vi proietta in avanti. Anche qui: tenetevi alla sella, portate il peso indietro e aspettate che sia completamente a terra prima di sfilare la gamba. Il cammelliere tiene fermo l'animale mentre scendete.

La Sella, il Comfort Reale e Chi È Meglio che Rinunci

Vale la pena essere sinceri: la sella tradizionale è funzionale, non comoda. È una struttura di legno rivestita di coperte, senza ammortizzazione e senza schienale. Per una o due ore va benissimo; oltre, l'interno coscia e la zona lombare protestano. Ecco perché i pantaloni lunghi sono un consiglio pratico e non estetico: la sella sfrega, e le gambe scoperte se ne accorgono in venti minuti.

Chi non dovrebbe salire

  • Problemi seri di schiena o cervicale — l'oscillazione continua e lo strappo del momento in cui l'animale si alza sono sconsigliati a chi ha ernie, discopatie o postumi di interventi alla colonna
  • Gravidanza — sconsigliata in qualunque trimestre, per lo sbilanciamento e per il terreno accidentato
  • Bambini molto piccoli — sotto i tre o quattro anni è meglio evitare. Dai quattro anni si sale insieme a un adulto sullo stesso animale, dagli otto in su di norma si cavalca da soli. Trovate altre idee a misura di famiglia nella guida alle escursioni da Marrakech con bambini
  • Interventi recenti ad anca o ginocchia — la posizione a gambe divaricate e la salita in sella richiedono una certa mobilità articolare

In tutti questi casi non rinunciate al deserto: al campo si arriva anche in fuoristrada, si cammina sulle dune al tramonto e si dorme sotto le stelle come gli altri. La cammellata è solo uno dei modi per arrivarci.

Regole di sicurezza attorno agli animali

  • Non passate mai dietro un dromedario — a differenza del cavallo, calcia in tutte e quattro le direzioni
  • Non accarezzate il muso senza il permesso del cammelliere: alcuni animali non gradiscono
  • Tenete il cibo chiuso — sono curiosi e prendono al volo qualunque cosa spunti da una borsa aperta
  • Seguite le indicazioni della guida, che conosce il carattere di ogni singolo animale del gruppo

Quando Andare, Come Vestirsi e Cosa Portare

L'orario giusto è uno solo: alba o tramonto. Non è solo questione di temperatura: la luce radente disegna le creste delle dune e allunga le ombre degli animali sulla sabbia. A mezzogiorno il sole verticale appiattisce tutto e la sabbia scotta.

Come stagione, il periodo più confortevole va da ottobre a maggio. Tra giugno e settembre nell'entroterra si superano i 40 gradi e le uscite si fanno solo a prima mattina o nel tardo pomeriggio: nel Sahara, a mezzogiorno d'estate, non si cavalca. Per il quadro mese per mese, consultate quando andare in Marocco.

Cosa indossare

  • Pantaloni lunghi, morbidi e non troppo larghi — la protezione dallo sfregamento è la priorità assoluta
  • Scarpe chiuse — niente infradito: la sabbia rovente scotta e le staffe non tengono un sandalo
  • Cappello e occhiali da sole, meglio se il cappello ha un laccetto: lassù c'è più vento che a terra
  • Sciarpa lunga o turbante per il Sahara — si compra lungo la strada, si avvolge in trenta secondi e ripara collo, naso e bocca dal vento sabbioso
  • Uno strato caldo per le uscite serali: dopo il tramonto la temperatura crolla in fretta, sia ad Agafay sia nell'erg

Cosa mettere nello zaino

  • Crema solare alta e burrocacao — in sella si sta esposti senza ombra
  • Acqua, anche se il campo la fornisce
  • Telefono assicurato con un laccetto o in tasca chiusa: cade da un paio di metri d'altezza e finisce nella sabbia
  • Un sacchetto richiudibile per fotocamera e obiettivi — la sabbia finissima entra ovunque
  • Torcia frontale se restate a dormire nel campo

La lista completa per il pernottamento è nella guida su cosa mettere in valigia per il deserto del Marocco.

Le fotografie

Un consiglio che cambia il risultato: le foto migliori non si scattano dalla sella, ma da terra. Chiedete una sosta, scendete e fotografate la fila in controluce sulla cresta, con le ombre lunghe sulla sabbia. Dall'alto funzionano invece le mani sulla sella e la testa dell'animale in primo piano. Pulite l'obiettivo prima: un velo di sabbia rende ogni scatto lattiginoso.

Il Benessere degli Animali: Come Riconoscere un Operatore Serio

Tramonto sulle dune del Sahara marocchino durante un'escursione in dromedario

Il turismo con animali può essere gestito bene o male, e la differenza si vede a occhio nudo se sapete dove guardare. In Marocco i dromedari da escursione appartengono quasi sempre a famiglie berbere che li allevano da generazioni: sono strumenti di lavoro e beni di famiglia, e chi li tratta male danneggia prima di tutto sé stesso. Ma non tutti gli operatori sono uguali, e il vostro criterio di scelta pesa più di qualunque dichiarazione.

Cosa guardare prima di salire

  • Condizioni generali — pelo curato, occhi puliti e senza secrezioni, animale reattivo. Una gobba floscia e pendente indica denutrizione
  • Nessuna piaga sotto la sella — sollevate lo sguardo su fianchi e garrese: abrasioni, croste o zone spelate sono un segnale di sella mal messa o di uso eccessivo
  • Andatura regolare — un animale che zoppica o che esita non deve lavorare
  • Carico ragionevole — una persona adulta per animale, al massimo un adulto con un bambino piccolo. Mai due adulti sulla stessa sella
  • Acqua e ombra tra un'uscita e l'altra — chiedete dove riposano gli animali tra un gruppo e il successivo. Se la risposta è vaga, è una risposta
  • Nessuna uscita nelle ore centrali d'estate — un operatore che propone la cammellata a mezzogiorno di luglio non sta pensando né a voi né agli animali
  • Modi del cammelliere — bastonate, urla e strattoni alla cavezza non fanno parte del mestiere ben fatto

Se qualcosa non vi convince, rinunciate: non è un'esperienza obbligatoria, e camminare sulle dune al tramonto vale quasi quanto attraversarle in sella. È anche l'unico messaggio che un operatore poco serio riceve davvero. Prima di prenotare, cercate recensioni che parlino esplicitamente del trattamento degli animali e non solo del tramonto.

Il Dromedario nella Cultura Sahariana

Prima di essere un'attrazione turistica, il dromedario è stato per secoli l'infrastruttura del Sahara. Introdotto nel Nord Africa nei primi secoli dopo Cristo, ha reso possibile attraversare il deserto in modo regolare e prevedibile. Da lì sono nate le carovane transahariane tra Timbuctù, Sijilmassa e Marrakech, che per oltre mille anni hanno portato a nord oro e avorio e a sud il sale delle miniere di Taghaza, tagliato in lastre e caricato a coppie sui fianchi degli animali.

Una carovana poteva contare centinaia di capi e impiegare due mesi per una tratta, muovendosi da un pozzo all'altro secondo rotte tramandate a memoria. Per le comunità nomadi il rapporto era di dipendenza reciproca: l'animale offriva trasporto, latte, lana, cuoio e carne dove nessun'altra bestia da soma sarebbe sopravvissuta — un legame ancora leggibile nella lingua e nell'ospitalità del sud marocchino, di cui parliamo nella guida sui berberi del Marocco.

Oggi i camion hanno sostituito le carovane commerciali, ma la cultura del dromedario non è scomparsa: nel sud si tengono ancora moussem dedicati all'animale, con corse e mercati, il più celebre dei quali si svolge a Tan-Tan ed è riconosciuto dall'UNESCO come patrimonio immateriale. E il trekking al tramonto sull'Erg Chebbi ripercorre gli stessi gesti e le stesse andature di sempre. Se vi incuriosisce il contesto, date un'occhiata alle curiosità sul deserto del Sahara.

Volete salire in sella sulle dune vere?

I nostri viaggi organizzati includono il trekking in dromedario al tramonto, la notte in campo tendato e il rientro all'alba, con cammellieri locali e animali seguiti da chi li alleva.

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Domande Frequenti sul Giro in Cammello in Marocco

In Marocco si cavalcano cammelli o dromedari?

Si cavalcano dromedari, cioè camelidi con una sola gobba (Camelus dromedarius). Il cammello vero e proprio ha due gobbe e vive in Asia centrale. In Marocco tutti li chiamano comunque cammelli, e nessuno vi correggerà.

Quanto dura un giro in cammello in Marocco?

Dipende dal luogo: circa un'ora nella Palmeraie di Marrakech, una o due ore nel deserto di Agafay al tramonto, e circa un'ora e mezza all'andata più un'ora al rientro all'alba per il trekking verso i campi tendati dell'Erg Chebbi. Per chi non è mai salito, una o due ore sono la durata ideale.

Il giro in cammello è pericoloso?

No, se accompagnati da un cammelliere esperto è un'attività adatta a quasi tutti e non richiede alcuna esperienza. Il momento più brusco è quando l'animale si alza in piedi, perché parte dalle zampe posteriori e vi sbilancia in avanti: basta tenersi alla sella e spostare il peso indietro.

Come ci si veste per un giro in cammello?

Pantaloni lunghi per evitare lo sfregamento della sella, scarpe chiuse, cappello e occhiali da sole. Per il Sahara aggiungete una sciarpa o un turbante contro vento e sabbia e uno strato caldo per dopo il tramonto.

I bambini possono salire sul dromedario?

Dai quattro anni circa i bambini possono salire insieme a un adulto sullo stesso animale, mentre dagli otto anni in su di solito cavalcano da soli. Sotto i tre o quattro anni è meglio evitare e limitarsi a una passeggiata a fianco degli animali.

Chi dovrebbe rinunciare al giro in cammello?

Chi soffre di problemi seri alla schiena o alla cervicale, chi è in gravidanza e chi ha subito interventi recenti all'anca o alla colonna. L'oscillazione continua e lo strappo del momento in cui l'animale si alza sono i due elementi più critici.

Qual è il momento migliore della giornata per la cammellata?

L'alba e il tramonto, sempre. La luce è morbida e radente, la sabbia diventa arancione e il caldo è sopportabile. Nei mesi estivi le uscite si fanno solo a prima mattina o nel tardo pomeriggio.

Come si riconosce un operatore che tratta bene gli animali?

Guardate gli animali prima di salire: devono avere pelo curato, nessuna piaga sotto la sella, andatura regolare e accesso ad acqua e ombra tra un'uscita e l'altra. Un carico ragionevole significa una persona per dromedario e nessuna uscita nelle ore centrali dell'estate.

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