Panorama delle dune dell'Erg Chebbi a Merzouga nel deserto del Sahara
Deserto

Cosa Fare a Merzouga: le Esperienze da Non Perdere

Dune alte 150 metri, musica gnawa, fossili, fenicotteri e un cielo che sembra finto: la guida completa all'Erg Chebbi.

18 Agosto 2026 Marocco Viaggi Organizzati 14 min. di lettura

Chi si chiede cosa fare a Merzouga di solito ha in mente una sola immagine: la carovana di dromedari che avanza sulla cresta di una duna arancione al tramonto. È l'icona giusta, ed è davvero l'esperienza numero uno, ma Merzouga in Marocco non si esaurisce lì. Attorno al villaggio, nel raggio di pochi chilometri, ci sono un lago stagionale con i fenicotteri, un villaggio di musicisti gnawa, miniere abbandonate che sembrano un set cinematografico, giacimenti di fossili marini vecchi 350 milioni di anni, famiglie nomadi che vivono ancora sotto la tenda e un cielo notturno fra i più limpidi del Nord Africa. In questa guida trovate tutte le esperienze che valgono il viaggio, più le informazioni pratiche su come arrivare, quando andare e quanti giorni servono. La maggior parte dei nostri viaggiatori raggiunge le dune con il tour del deserto di Merzouga di 3 giorni da Marrakech o con il tour del deserto da Fes di 4 giorni, che collega le due città imperiali passando per l'Erg Chebbi.

Merzouga e l'Erg Chebbi: Dove Vi Trovate

Merzouga è un villaggio del Marocco sud-orientale, a 31 gradi di latitudine nord e 4 gradi di longitudine ovest, poco lontano dal confine algerino. Il nome che conta davvero però è un altro: Erg Chebbi, il mare di sabbia che comincia letteralmente al termine dell'ultima strada asfaltata. Un erg, nel vocabolario sahariano, è una distesa di dune mobili modellate dal vento, e quello di Merzouga è il più fotogenico del Marocco: si estende per una trentina di chilometri in lunghezza e le sue creste più alte sfiorano i 150 metri, l'equivalente di un palazzo di cinquanta piani fatto di sabbia.

Questa è la ragione per cui Merzouga è diventata la porta d'ingresso più famosa del deserto del Sahara marocchino. Altrove nel Paese la sabbia c'è, ma è più bassa, più grigia o mescolata alla ghiaia: qui il colore è quell'arancione saturo che nelle fotografie sembra ritoccato e dal vero non lo è. Se state ancora scegliendo dove dormire sotto le stelle, il confronto fra le tre destinazioni principali è spiegato nella nostra guida su quale deserto scegliere fra Agafay, Merzouga e Zagora.

Il villaggio in sé è minuscolo e vive di turismo: qualche strada, alcune botteghe, i campi tendati che partono dal margine delle dune. Le distanze utili da tenere a mente sono poche:

  • Hassilabied — 4 km, il villaggio-oasi subito dietro le dune, con il palmeto e il lago stagionale
  • Khamlia — 7 km a sud, il villaggio della musica gnawa
  • Rissani — 35 km, l'antica capitale carovaniera con il grande souk
  • Erfoud — 55 km, la capitale marocchina dei fossili e dei datteri
  • Errachidia — 130 km, la città più vicina, con un piccolo aeroporto domestico

Il Trekking in Dromedario verso le Dune

Carovana di dromedari in trekking sulle dune di Merzouga al tramonto

È l'esperienza che definisce Merzouga e, se doveste fare una cosa sola, sarebbe questa. Nel tardo pomeriggio si lascia il fuoristrada al margine dell'erg, si sale in groppa e la carovana entra nel mare di sabbia. Il tragitto verso il campo tendato dura fra una e due ore, con qualche sosta sulle creste per le fotografie, e ha un ritmo lento e ondeggiante che all'inizio spiazza e dopo dieci minuti diventa ipnotico.

Un chiarimento utile, perché genera sempre confusione: gli animali di Merzouga sono dromedari, con una gobba sola, non cammelli a due gobbe. In italiano si dice comunemente giro in cammello ed è ormai la formula d'uso, ma la specie che vedrete è il dromedario nordafricano. Abbiamo raccolto tutto quello che riguarda questa esperienza, dalla postura corretta a come gestire la salita e la discesa dell'animale, nella guida dedicata al giro in cammello in Marocco.

Consigli pratici prima di salire

  • Pantaloni lunghi — la sella è di legno coperto da coperte e i pantaloni corti diventano scomodi dopo mezz'ora
  • Tenetevi al pomello anteriore nel momento in cui l'animale si alza e si accovaccia: sono i due istanti in cui si perde l'equilibrio
  • Scarpe chiuse — la sabbia di fine giornata è ancora calda e i sandali si riempiono
  • Un turbante o una sciarpa — vi ripara dal vento e dalla sabbia sollevata, ed è il motivo per cui i berberi lo portano
  • Bagaglio leggero — al campo si porta solo uno zainetto con l'essenziale per la notte, le valigie restano in albergo o nel minivan

Chi ha problemi di schiena, viaggia con bambini molto piccoli o semplicemente preferisce evitare, può raggiungere lo stesso campo in 4x4 in una quindicina di minuti. Non è un ripiego: si arriva prima, si vede il tramonto dalla duna con più calma e l'esperienza notturna è identica.

Alba e Tramonto sull'Erg Chebbi

Alba sulle dune di sabbia dell'Erg Chebbi vicino a Merzouga

Le dune cambiano colore due volte al giorno e sono due spettacoli diversi. Il tramonto è quello che vivrete dal dorso del dromedario: la luce si fa calda e dorata, le ombre delle creste si allungano e la sabbia passa dal giallo all'arancione pieno. È il momento più fotografato di tutto il Marocco.

L'alba, però, è quella che quasi tutti ricordano di più. Bisogna alzarsi al buio, scalare a piedi la duna più vicina al campo — venti minuti di fatica vera, perché nella sabbia si scivola indietro a ogni passo — e sedersi sulla cresta ad aspettare. Nel giro di pochi minuti il paesaggio passa dal viola scuro al grigio, poi all'oro, infine a un arancione acceso quando il sole supera la linea dell'orizzonte. La luce radente colpisce le creste da un angolo molto basso e disegna un reticolo di ombre che al tramonto non si vede. Portate una felpa: prima dell'alba fa freddo anche in primavera.

Consiglio fotografico: un grandangolo rende molto meglio l'ampiezza dell'erg, ma il dettaglio che fa la differenza è mettere una figura umana o una carovana sulla cresta, perché senza un riferimento di scala le dune sembrano collinette. E proteggete l'attrezzatura, perché la sabbia finissima entra ovunque.

La Notte in Campo Tendato

Dormire nel deserto non è un accessorio del viaggio, è metà del viaggio. I campi sorgono al bordo dell'Erg Chebbi — da anni non è più consentito installarli nel cuore delle dune — e la sabbia comincia comunque a pochi passi dalla tenda. La serata segue sempre lo stesso copione, ed è un copione che funziona: arrivo al tramonto, tè alla menta, cena servita sotto la tenda comune, poi il fuoco all'aperto con i tamburi.

La musica berbera attorno al falò è uno dei momenti più autentici della giornata: percussioni, canti a risposta, qualcuno che si alza a ballare, il tè che continua a girare. Dopo, in genere verso le 23 in inverno e verso mezzanotte in estate, il campo si spegne e resta solo il rumore del vento. Il silenzio del Sahara è una cosa fisica, che sorprende quasi quanto il paesaggio.

La differenza fra un campo standard e un campo di lusso non sta nelle fotografie, ma in quattro dettagli concreti: se il bagno è dentro la tenda, se c'è acqua calda, se c'è corrente per ricaricare telefono e macchina fotografica, e se in inverno c'è una stufa. Li abbiamo analizzati uno per uno nella guida al campo tendato di lusso a Merzouga, che vale la pena leggere prima di confermare l'itinerario, soprattutto se viaggiate fra dicembre e febbraio.

Guardare le Stelle nel Sahara

Cielo stellato sopra un campo tendato nel deserto del Sahara a Merzouga

Merzouga è uno dei posti migliori del Nord Africa per l'osservazione del cielo notturno e non è un'affermazione di marketing: c'è una combinazione rara di inquinamento luminoso quasi nullo, aria molto secca e quota non trascurabile. Il risultato è che la Via Lattea si vede a occhio nudo come una fascia lattiginosa che attraversa il cielo, insieme a un numero di stelle che dalle nostre città è semplicemente inimmaginabile.

Qualche accorgimento per sfruttarla al meglio:

  • Controllate le fasi lunari — con la luna piena il cielo si schiarisce e la Via Lattea sbiadisce, mentre nelle notti di novilunio il buio è totale
  • L'inverno offre i cieli più limpidi, a costo di notti gelide: coperta e giacca pesante sono obbligatorie
  • Lasciate perdere le luci per almeno venti minuti prima di guardare, il tempo che serve all'occhio per adattarsi
  • Per fotografare serve un treppiede: si scatta a lunga esposizione con obiettivo luminoso, e alcuni campi mettono a disposizione telescopi o brevi sessioni guidate

Se vi affascina il contesto naturale in cui vi trovate, dalle temperature record alle carovane del sale, trovate una raccolta di aneddoti nella nostra pagina di curiosità sul deserto del Sahara.

Sandboarding, Quad e Buggy sulle Dune

Le dune non si guardano soltanto, si scendono. Il sandboarding è la versione sahariana dello snowboard: si sale a piedi su una duna, ci si mette sulla tavola e si scende. Non serve alcuna esperienza, la sabbia perdona ogni caduta e la maggior parte dei campi mette le tavole a disposizione degli ospiti. Da seduti è molto più semplice che in piedi, e il momento migliore è il tardo pomeriggio, quando la sabbia si è raffreddata e la luce è già bella. L'unica avvertenza: risalire la duna costa fatica, quindi calcolate un paio di discese e non venti.

Chi cerca adrenalina più diretta ha due alternative motorizzate. Il quad è la formula più diffusa: uscite di una o due ore lungo i corridoi fra le dune, con casco e briefing iniziale, adatte anche a chi non ha mai guidato un mezzo simile. Il buggy è la variante a due posti con volante, più comoda per le coppie e per chi preferisce non guidare da solo. In entrambi i casi vi consigliamo la mattina presto o il tardo pomeriggio, mai a metà giornata, e un foulard sul viso perché la sabbia sollevata è parecchia.

Sono attività su richiesta, da segnalare in fase di organizzazione del viaggio: si aggiungono facilmente a qualsiasi itinerario con notte a Merzouga e si possono richiedere insieme al preventivo.

Il Giro in 4x4 nel Deserto

Escursione in fuoristrada 4x4 nel deserto attorno a Merzouga

Il dromedario arriva dove arriva. Per vedere tutto il resto serve il fuoristrada, ed è per questo che il giro in 4x4 di mezza giornata è l'attività numero due di Merzouga dopo il trekking. Un circuito tipico mette insieme in tre o quattro ore cinque tappe molto diverse fra loro.

Le miniere abbandonate di Mifis

A sud delle dune si trovano i resti dell'insediamento minerario di Mifis, dove per decenni si è estratto piombo e antimonite. Oggi sono rovine di pietra e argilla sparse su un pianoro pietroso, con pozzi verticali, muretti a secco e un silenzio che rende il posto quasi inquietante. Alcune famiglie continuano a lavorare in modo artigianale i filoni residui. È una delle tappe più fotogeniche e meno turistiche della zona.

Il lago Dayet Srji e i fenicotteri

Vicino a Hassilabied, ai piedi dell'erg, c'è un bacino stagionale chiamato Dayet Srji che si riempie dopo le piogge. Quando c'è acqua è uno spettacolo surreale: uno specchio azzurro con le dune arancioni sullo sfondo e, sopra, fenicotteri rosa, aironi e uccelli migratori che sostano lungo la rotta africana. Il periodo migliore va dall'inverno alla primavera, quando il livello è più alto. Va detto con onestà: nelle annate secche il lago è completamente asciutto e resta solo una crosta bianca di sale. Nessun operatore serio può garantirvi i fenicotteri.

L'oasi di Hassilabied

Subito dietro le dune, il villaggio di Hassilabied conserva un palmeto irrigato da canali che sostengono l'agricoltura locale da secoli. Una passeggiata fra le palme, gli orti e i muretti di terra battuta mostra il lato agricolo del deserto, quello che permette alle comunità di vivere qui. È anche il modo migliore per capire quanto sia preziosa l'acqua in questa regione.

Khamlia e la Musica Gnawa

Sette chilometri a sud di Merzouga c'è Khamlia, un villaggio di case basse abitato dai discendenti delle popolazioni subsahariane arrivate in Marocco lungo le rotte carovaniere. Qui si è conservata la musica gnawa, riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità: un genere ipnotico e ripetitivo, nato come rito di guarigione e di trance, costruito su tre elementi.

  • Il guembri — un liuto a tre corde con cassa di legno e pelle di cammello, che tiene la linea di basso
  • I qraqeb — grandi nacchere metalliche che scandiscono un ritmo continuo e martellante
  • Il canto a risposta — un solista che lancia la frase e il gruppo che risponde in coro, per lunghi minuti senza interruzione

Le famiglie di Khamlia accolgono i visitatori in una sala semplice, suonano dal vivo, spiegano la storia della comunità e offrono il tè alla menta. Non c'è biglietto: si lascia un contributo libero e si può acquistare qualche registrazione. È forse il momento culturalmente più denso di tutta la sosta a Merzouga, molto lontano dal folklore preconfezionato che ci si potrebbe aspettare. Chi vuole approfondire le radici culturali della regione trova un quadro completo nella nostra guida ai berberi del Marocco.

Incontrare le Famiglie Nomadi

Attorno all'Erg Chebbi vivono ancora alcune famiglie nomadi sotto tende di lana di capra, che si spostano secondo la stagione e la disponibilità di pascolo per capre e dromedari. Le escursioni in 4x4 includono spesso una visita, ed è un incontro vero, non una ricostruzione: si entra nella tenda, ci si siede sui tappeti, si beve il tè e si parla — con l'aiuto della guida — di come funziona la vita qui.

Le cose che colpiscono di più sono le più pratiche: come si trova l'acqua, come si conserva il cibo senza frigorifero, dove vanno a scuola i bambini, quante volte all'anno si sposta il campo, come si legge il vento per prevedere la sabbia. È il modo migliore per capire che il Sahara non è un vuoto, ma un territorio abitato secondo regole precise da millenni.

Due raccomandazioni di buon senso: chiedete sempre prima di fotografare le persone, e se volete lasciare qualcosa preferite generi utili come tè, zucchero o materiale scolastico, concordati con la guida, invece di distribuire denaro ai bambini. Le regole di comportamento valide in tutto il Paese sono raccolte nella guida su cultura e galateo in Marocco.

Fossili, Erfoud e il Souk di Rissani

Trecentocinquanta milioni di anni fa questa parte del Sahara era un mare poco profondo. Il risultato è che la regione fra Merzouga, Erfoud e Rissani è uno dei distretti paleontologici più ricchi del mondo: nelle rocce affiorano trilobiti, ammoniti e orthoceras, questi ultimi lunghi anche decine di centimetri. Nei laboratori di Erfoud i blocchi vengono tagliati e lucidati per farne piani, lavabi e tavoli con le conchiglie fossili in evidenza: la visita a un laboratorio è breve e sorprendentemente interessante.

Palmeto di datteri nell'oasi di Erfoud vicino a Merzouga

A 35 chilometri da Merzouga, Rissani merita una sosta a sé. È l'erede dell'antica Sijilmassa, snodo delle carovane che attraversavano il Sahara con oro e sale, ed è la culla della dinastia alawita, la famiglia che regna sul Marocco ancora oggi. Da vedere ci sono il mausoleo di Moulay Ali Cherif, i resti dello ksar in terra cruda e soprattutto il souk, uno dei più autentici del sud, che si tiene il martedì, il giovedì e la domenica. Fra i banchi di datteri e spezie si arriva ancora al mercato degli asini, che di turistico non ha assolutamente nulla.

Se comprate un fossile, sappiate che accanto ai pezzi genuini circolano riproduzioni in resina: un esemplare vero è freddo al tatto, pesante e mostra la matrice rocciosa attorno. Chiedete alla guida di accompagnarvi in un laboratorio serio.

Il Bagno di Sabbia e il Benessere nel Deserto

C'è una pratica che a Merzouga esiste da sempre e che altrove in Marocco non trovate: il bagno di sabbia. Il principio è semplice e antichissimo: la persona viene sepolta fino al collo nella sabbia rovente per un tempo controllato, poi avvolta in coperte per completare la sudorazione. Nella medicina tradizionale locale viene usato per alleviare dolori articolari, reumatismi e alcune affezioni della pelle.

Si pratica solo nei mesi in cui la sabbia raggiunge la temperatura giusta, cioè da giugno ad agosto, che sono esattamente i mesi in cui il deserto è più duro da affrontare per un viaggio classico. È quindi un'esperienza per chi arriva d'estate e la cerca deliberatamente, sempre con l'assistenza di operatori locali esperti e mai improvvisando da soli. Chi soffre di problemi cardiaci o di pressione dovrebbe evitarla.

Sul versante opposto, alcuni campi tendati più attrezzati propongono hammam, massaggi e trattamenti fra le dune, con prodotti a base di argilla rassoul e olio di argan. È il complemento naturale di una giornata passata fra dromedari e fuoristrada, e si prenota insieme al soggiorno.

La Cucina Sahariana e la Madfouna

La cucina del sud-est marocchino è diversa da quella delle città imperiali: meno elaborata, più legata a quello che il deserto e le oasi possono dare. Il piatto simbolo è la madfouna, che tutti chiamano pizza berbera. Si tratta di due dischi di pasta di pane farciti con carne tritata, cipolla, mandorle, uovo e spezie, sigillati sui bordi e cotti sotto la sabbia calda o nella cenere. Il nome significa letteralmente sepolta, e descrive il metodo di cottura. Va ordinata con qualche ora di anticipo perché richiede tempo, quindi chiedetela il giorno prima.

Il resto del repertorio locale:

  • Tajine di agnello o di pollo con verdure e spezie, cotto lentamente nella pentola di terracotta
  • Omelette berbera — uova cotte nel tajine con pomodoro e cumino, la colazione tipica del campo
  • Datteri di Erfoud, fra i migliori del Marocco, e il pane cotto nella sabbia
  • Tè alla menta senza fine, versato dall'alto per ossigenarlo e formare la schiuma
Tè alla menta marocchino versato dall'alto secondo la tradizione

Nei campi tendati cena e colazione sono sempre incluse e i menù si adattano senza problemi a esigenze vegetariane o a intolleranze, purché segnalate al momento della prenotazione. Alcune famiglie di Merzouga e Hassilabied propongono anche brevi corsi di cucina: si prepara il pane, si impara a montare un tajine e si mangia quello che si è cucinato. Una panoramica sui piatti che ritroverete in tutto il Paese è nella guida ai cibi da provare in Marocco.

Come Arrivare a Merzouga

Merzouga è lontana da tutto ed è proprio questo il punto: il viaggio per arrivarci è metà dell'esperienza, perché attraversa alcuni dei paesaggi più belli del Marocco. Ecco le opzioni reali.

Da Marrakech

Sono 560 chilometri e 9 o 10 ore di strada, che nessuno percorre in un giorno solo. La formula standard è il tour di tre giorni, che valica l'Alto Atlante al passo di Tizi n'Tichka, si ferma allo ksar di Ait Ben Haddou e a Ouarzazate, attraversa la valle delle Rose e la valle del Dades e arriva a Merzouga nel pomeriggio del secondo giorno. È il percorso del nostro tour del deserto di Merzouga di 3 giorni, che parte da Marrakech e vi riporta indietro.

Da Fes

Sono 450 chilometri e 7 o 8 ore, attraverso il Medio Atlante con le foreste di cedri di Ifrane e le scimmie di Azrou, poi lungo la spettacolare valle dello Ziz con il suo palmeto infinito. È il tragitto del tour del deserto da Fes di 4 giorni, che parte da Fes e termina a Marrakech.

Le altre soluzioni

  • Autobus — le compagnie nazionali collegano Marrakech a Errachidia in circa 7 ore, poi servono altre 2 ore di trasporto locale fino a Merzouga; è la via più lenta e faticosa
  • Aereo — voli domestici da Casablanca all'aeroporto di Errachidia, seguiti da circa 2 ore di auto
  • Itinerario di sola andata — il modo più intelligente di organizzarsi è entrare da Marrakech e uscire da Fes (o viceversa), evitando di rifare la stessa strada

Chi vuole inserire il deserto in un giro più ampio del Paese trova la logica degli itinerari spiegata nella guida su come organizzare un tour nel deserto del Sahara.

Quando Andare a Merzouga

Tramonto arancione sulle dune del Sahara a Merzouga

Il clima è l'unico vero fattore che può rovinare o esaltare una sosta a Merzouga, quindi vale la pena sceglierlo con attenzione.

Stagione Giorno Notte Giudizio
Primavera (marzo-maggio) 25-35 gradi 12-20 gradi Il periodo migliore in assoluto, aprile è il mese di punta
Autunno (settembre-novembre) 25-32 gradi 10-18 gradi Ottimo, con meno affollamento; ottobre è molto richiesto
Estate (giugno-agosto) 40-50 gradi Calda Da evitare, salvo che per il bagno di sabbia
Inverno (dicembre-febbraio) 18-22 gradi 0-5 gradi Praticabile, cieli limpidissimi, campo riscaldato indispensabile

In primavera il viaggio verso le dune regala anche la fioritura nella valle del Dades e nelle gole del Todra, mentre in inverno si guadagna il cielo notturno più limpido dell'anno. Il quadro climatico completo di tutto il Paese, regione per regione, è nella guida su quando andare in Marocco.

Quanti Giorni Servono e Cosa Portare

Per Merzouga in senso stretto bastano due o tre giorni sul posto, distribuiti così:

  1. Giorno 1 — arrivo nel pomeriggio, trekking in dromedario, tramonto sulle dune, cena e notte in campo tendato
  2. Giorno 2 — alba dalla cresta, colazione, giro in 4x4 con Khamlia, Dayet Srji e Mifis, pomeriggio libero fra sandboarding e riposo
  3. Giorno 3 — souk di Rissani o laboratori di fossili a Erfoud, poi partenza

Inserito in un viaggio completo, il deserto occupa in genere due notti su un itinerario di sei o sette giorni. Il viaggio nel deserto del Marocco di 6 giorni è la formula più equilibrata per chi vuole concentrarsi sul sud, mentre il tour del Marocco di 7 giorni e il tour del Marocco di 9 giorni aggiungono le città imperiali e la costa.

La valigia essenziale

  • Vestiario a strati — fra il giorno e la notte l'escursione termica arriva a 15 o 20 gradi
  • Giacca calda, sempre, anche in primavera e in autunno
  • Cappello, occhiali da sole e protezione solare alta — l'ombra nel deserto semplicemente non esiste
  • Sciarpa o turbante contro sabbia e vento
  • Scarpe chiuse e comode per camminare sulle dune
  • Torcia frontale — di notte il campo è volutamente poco illuminato
  • Macchina fotografica con grandangolo, power bank e SIM locale
  • In inverno aggiungete termico, guanti e un sacco lenzuolo caldo

La lista completa, capo per capo e stagione per stagione, è nella guida su cosa mettere in valigia per il deserto del Marocco.

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Domande Frequenti su Cosa Fare a Merzouga

Cosa fare a Merzouga in due giorni?

Due giorni bastano per l'essenziale: al pomeriggio del primo giorno il trekking in dromedario verso le dune, la cena e la notte in campo tendato, all'alba la salita sulla cresta dell'Erg Chebbi. Il secondo giorno si dedica al giro in 4x4 con il villaggio di Khamlia, il lago Dayet Srji e le miniere abbandonate di Mifis.

Quanto dura il trekking in dromedario verso il campo?

Il tragitto dal punto di partenza al campo tendato dura fra una e due ore, con qualche sosta per le fotografie sulla cresta delle dune. Chi preferisce non salire in groppa può raggiungere lo stesso campo in 4x4 in una quindicina di minuti.

Merzouga è più bella all'alba o al tramonto?

Entrambi i momenti valgono la sveglia, ma l'alba è generalmente più spettacolare: la luce radente colpisce le creste da un angolo più basso e i colori passano dal viola all'oro all'arancione in pochi minuti. Il tramonto è più caldo e morbido, ed è quello che si vive dal dorso del dromedario.

Si può fare sandboarding a Merzouga senza esperienza?

Sì, non serve alcuna esperienza e la sabbia perdona ogni caduta. La maggior parte dei campi mette a disposizione le tavole e il momento migliore è il tardo pomeriggio, quando la sabbia si è raffreddata. Scendere da seduti è molto più facile che scendere in piedi.

Che cos'è il villaggio di Khamlia?

Khamlia è un piccolo villaggio a circa 7 chilometri da Merzouga abitato dai discendenti delle popolazioni subsahariane arrivate con le carovane. Qui si conserva la musica gnawa, riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale, e le famiglie accolgono i visitatori con un concerto dal vivo e un bicchiere di tè alla menta.

Ci sono davvero i fenicotteri a Merzouga?

Il lago Dayet Srji, vicino al villaggio di Hassilabied, è un bacino stagionale che si riempie dopo le piogge. Quando c'è acqua, in genere fra l'inverno e la primavera, arrivano fenicotteri, aironi e uccelli migratori, ma nelle annate secche il lago resta completamente asciutto.

Qual è il periodo migliore per andare a Merzouga?

I mesi ideali sono da marzo a maggio e da settembre a novembre, con giornate fra 25 e 35 gradi e notti fra 10 e 20 gradi. L'estate va evitata perché si superano i 45 gradi, mentre l'inverno resta praticabile ma con notti vicine allo zero e campo riscaldato indispensabile.

Come si arriva a Merzouga da Marrakech o da Fes?

Da Marrakech sono circa 560 chilometri e 9 o 10 ore di strada attraverso l'Alto Atlante, normalmente distribuite su un tour di tre giorni con sosta a Ait Ben Haddou e nella valle del Dades. Da Fes sono circa 450 chilometri e 7 o 8 ore lungo il Medio Atlante e la valle dello Ziz.

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